La Catena che Libera, Atto I

Solo esprimendo ciò che veramente siamo, possiamo illuminare il mondo.
Il testo originale, scritto da Giada Oltramari, è stato interpretato durante l’Asta degli Artisti, a Modena.
Al centro del palco c’è una figura femminile con una maschera bianca sul volto ed un abito bianco, come un manichino. Lo Spirito cammina intorno alla scena, cercando di liberare la ragazza, mentre il Narratore legge il testo, in un crescendo emotivo.
Lo Spirito, con due luci nelle mani a rappresentare la Scintilla Divina, riesce a togliere la maschera alla ragazza, che simboleggia metaforicamente l’Umanità.

Ricominciare ad ascoltarsi non significa solamente entrare in profonda connessione con se stessi. Significa accettare qualsiasi emozione, senza provare a sopprimerla.
Una delle prime cose che ci insegnano, è nascondere tutto ciò che proviamo. Perché non è decoroso piangere in pubblico. Perchè non ci è permesso gridare quando siamo euforici. Perché non possiamo mostrarci paurosi, per non sembrare deboli. Non possiamo mostrarci inferiori, non possiamo mostrarci diversi.
Ci hanno fatto credere che diverso significa sbagliato. Ci hanno fatto credere che i sogni si possono inseguire solo dormendo, o attraverso le vite degli altri, guardando lo schermo del televisore.

Invece che insegnarci ad esprimerci, ci hanno detto di non farlo. Ci hanno sgridato, facendoci sentire inadeguati. E noi, per paura di restare soli, abbiamo cercato di accontentare tutti, conformandoci. Potevamo essere umani, parte di una grande umanità. Ma ci hanno cresciuto come si costruiscono i prodotti industriali. Omologati, simili, indecisi, vittime.

Se non impariamo ad esprimere ciò che siamo, verremo divorati da noi stessi. Se non ci sforziamo per conoscere ed ammettere la nostra vera identità, sarà lei a farsi strada per raggiungerci, attraverso la via della sofferenza.
Se non facciamo uscire tutta la rabbia che abbiamo dentro, sarà lei a farsi sentire attraverso un corpo che grida, attraverso il dolore.
Se non ammettiamo le nostre paure e con queste le nostre debolezze, non avremo mai il coraggio di sviluppare il nostro potenziale, riprendendoci la nostra vita.
Se non impariamo a perdonarci, saremo soffocati dal senso di colpa.
Se continuiamo a provare vergogna ed a nascondere i nostri lati più bui, continueremo ad inseguire un ideale di perfezione imposto, fortificando invece che distruggere, quella barriera che separa ciò che siamo da ciò che crediamo di essere e che mostriamo agli altri.

Nemmeno lo sai, ma quelle grida di dolore stanno chiedendo libertà.
Abbiamo tante cose da dirci. Eppure continuiamo a tapparci la bocca, con parole che non ci appartengono, con cibo che non nutre il nostro corpo ma soltanto un groviglio di emozioni inespresse.
Perché non riusciamo ad ascoltare il dolore? Soffocandolo tra mille distrazioni, stiamo solamente accumulando sofferenza.

Se non avessimo paura… paura di mostrarci deboli, paura di mostrarci umani. Potremo soddisfare quest’enorme bisogno di esprimerci, di esprimere noi stessi.
Solo esprimendo ciò che veramente siamo, possiamo illuminare il mondo.
Quando la smetteremo di recitare “una parte” non avremo più bisogno né di comandare, né di ubbidire.
Ci accorgeremo che la luce che portiamo dentro, e quella che vediamo fuori, sono parte di uno stesso fuoco:
SIAMO ENERGIA.

E come energia possiamo vibrare e risvegliare le nostre parti dormienti.
Basta cercare comprensione, commiserazione.
Basta elemosinare amore.
Lasciamoci emozionare.
Senza distruggere nulla, solo trasformando, possiamo costruire. Solo esprimendoci, possiamo creare.
Possiamo trasformare le catene che ci imprigionano.
Legandoci gli uni agli altri, possiamo essere noi gli anelli di una stessa catena.
Una catena che non trattiene, ma che lascia fluire
una catena che non imprigiona..
ciò che possiamo diventare:
È UNA CATENA CHE LIBERA.

CREDITS
Attori – Spirito: Giada Oltramari | Umanità: Giada Rosta | Narratore: Sarasvati Veronesi
Testo originale: La catena che libera di Giada Oltramari (Facebook Fanpage)
ATTO I – Spettacolo realizzato a Modena il 30 Luglio 2017 (@ La Bicicletta), durante l’Asta degli Artisti