Ars Mirari | 06 – Armando Turazzi, Parte 1
Armando Turazzi abita a Stellata di Bondeno e crea lampadari con materiali di riciclo, tutti pezzi unici. In questa prima parte scopriremo il suo pensiero e la sua pressione a creare.
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06. Armando Turazzi

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Armando Turazzi, L’arte del lavoro.

Parte 1

Armando Turazzi vive a Stellata di Bondeno ed è ormai in pensione dopo aver lavorato, prevalentemente a contatto con la terra e la campagna, per tutta la vita.
Definirlo risulta abbastanza complesso, se non attraverso la sua storia.

Come da usanze (e necessità) “di una volta”, i bambini venivano indirizzati verso il lavoro o quantomeno ad un contributo in ambito familiare. Nelle vecchie famiglie numerose, soprattutto, si imparava la collaborazione fin da subito, facendo ognuno la propria parte.

Mio padre vendeva ortaggi in paese, ed io lo aiutavo a coltivarli.
Il contatto con la terra è poi rimasto qualcosa di davvero fondamentale per me, tanto da non averlo mai abbandonato. Ora sto aiutando mio nipote nella realizzazione della sua serra biologica, ed è un progetto di cui vado davvero orgoglioso.

Armando da giovane, con il suo sorriso inconfondibile.

Armando inizia quindi a lavorare fin da bambino, qui a Stellata.
Dimostra da sempre anche un particolare eclettismo e doti creative, che traduce in vari modi.

Uno dei progetti a cui dedicava inizialmente il suo tempo libero era la costruzione di un plastico del paese di Stellata, anche se poi non è stato realizzato per intero.

Tagliavo dei piccoli mattoncini con il legno, all’incirca della dimensione di 2 centimetri per 3. Li usavo per costruire le pareti di questi piccoli edifici in miniatura.
Le tegole, invece, le ricavavo con la gomma o con il bambù. Mi piaceva davvero molto passare il tempo a farli.

Dunque, una spiccata predisposizione manuale, unita ad un pensiero oltre gli schemi.

I lampadari

Verso gli anni Settanta, Armando lavorava per Spisani – che era proprietario di alcune attività in paese – e gestiva la coltivazione degli ortaggi e la cura degli animali della villa.
Spisani possedeva anche un laboratorio artigianale nel quale venivano prodotti arredamenti d’interni (sia mobili che oggetti d’arredamento) di alta manifattura e pregio, richiesti a volte persino fuori Italia.

Un giorno come tanti, proprio nel laboratorio dove andava solo di rado, Armando trova una cesta con materiali di scarto.

Mi ricordo molto bene di quel cesto. Era pieno di lampadari che non servivano più.
Ho guardato tutti quei pezzi da buttar via e qualcosa è scattato dentro di me.

Armando, infatti, ha una fortissima passione per la realizzazione di lampadari, ed è molto conosciuto per questa sua caratteristica.
Il materiale di recupero, come per quella cesta vecchia, rimane un elemento fondamentale, poichè Armando utilizza pezzi di PVC di scarto, per donare loro una nuova vita luminosa.

Per costruire un lampadario, ogni pezzo viene curato singolarmente. Prima tagliato, poi levigato ed infine riscaldato in un fornetto.
Principalmente le realizzazioni sono di tipo floreale, dai colori molto vivaci. Un altro rimando al suo profondo contatto con la natura.

All’incirca dal 2000, comincia ad esporre i suoi lavori al Circolo ARCI di Stellata.

Ho iniziato portando i primi lampadari, poi sono piaciuti davvero tanto. Così, man mano che li finivo, li andavo ad esporre là.
Adesso la chiamano tutti “la sala dei lampadari”, è davvero una grandissima soddisfazione.

All’interno del bar, infatti, vi è una sala secondaria. Appesi al soffitto vi sono tutti i lampadari di Armando, di qualsiasi forma, colore e dimensione.
Durante le serate in cui viene utilizzata la sala, possono essere visti accesi, creando giochi di luce davvero particolari.

La pressione a fare

Un complesso intreccio di fattori rendono Armando una persona davvero rara ed unica, con una propulsione interna incredibile.

Per prima cosa, Armando è un Manifestatore, che sappiamo essere a livello di percentuale la tipologia più rara e quella più potente. (Clicca qui per leggere l’approfondimento sui Manifestatori).
Non riuscire a trovare altre persone simili a loro è un fattore di forte sofferenza per i Manifestatori, poiché difficilmente riusciranno ad essere compresi dalle altre tipologie.
Ma essi sono incredibilmente realizzativi e possono conquistare grandi successi anche lavorando da soli.

In quanto Manifestatore, Armando combina un’energia inarrestabile che gli fa da guida ad una costante ricerca di azione e realizzazione.

A questo, si aggiunge il profilo psicologico: il 5/1.
Queste linee creano una persona che in genere ricava il massimo profitto da se stesso lavorando, e tendenzialmente da solo.
Il lavoro crea le fondamenta sicure nella vita, al contrario delle relazioni che spesso risultano difficili (poiché è più forte la capacità pratica rispetto a quella emotiva).

In realtà, il disegno di Armando risulta affascinante poiché è dato da due pulsioni diverse e forse opposte: una più razionale, realizzativa, competitiva e lavoratrice ed una più emotiva, creativa e sensibile.

La pressione a pensare

In questa prima parte ci soffermeremo sulle qualità del pensiero di Armando, che unite alle pressioni energetiche generano una turbina davvero senza sosta.

Il primo Canale è quello del Pensatore (24–61), di cui abbiamo già parlato nell’articolo su Silvia Pincelli (clicca qui per leggerlo). Chi possiede questo Canale risulta essere dotato di un pensiero in mutazione unico e nuovo.
Ad esso si somma il Canale del Pensiero Astratto (47–64). Le idee astratte nascono in un modo complesso e non lineare nella Porta 64, la Confusione, posta nella Corona (che è un Centro di Pressione). Vengono scaricate molto velocemente al Terzo Occhio – generalmente poco prima di andare a letto o durante la notte – il quale le riceve attraverso la Porta della Realizzazione (47). Grandi idee, quindi, che tendono ad una concretizzazione.
Il terzo Canale mentale di Armando è quello della Curiosità (11–56). Qui le ispirazioni possono essere finalmente espresse e manifestate, poiché il talento collega il Terzo Occhio alla Gola (Centro di manifestazione).

In sostanza, il Centro della Corona genera due pressioni che vengono scaricate nel Terzo Occhio (il Mistero e la Confusione), il quale poi le razionalizza e le riorganizza in grandi idee o progetti.
Questi, a loro volta, vengono inviati alla Gola, la quale mette in moto il processo di manifestazione che spinge Armando ad agire ed a mettere in pratica queste sue idee.

La Gola riceve anche il Canale dell’Apertura (12–22), il quale riesce a trasformare queste creazioni da razionali ad artistiche, piene di passione o sentimento.

L’espressione dei talenti

Un forte mix, dunque, tra pensiero e creatività, doti immaginative ed azione pratica.

E credo che sia proprio qui, nell’arte del lavoro, la vera ricerca ed Ars Mirari di Armando, quella che l’ha portato a spingersi sempre oltre, a non unificarsi mai.
Ed a creare qualcosa di davvero unico ed inimitabile.

Il Disegno completo di Armando verrà presentato nella seconda parte dell’articolo.

Insieme ad esso vi saranno altre parti dell’intervista ed un approfondimento psicologico sulla sua emotività.

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